mercoledì 9 febbraio 2011

lega mora

"Venezia da Mann a Mora" di Alberto Statera da Repubblica.it


Da Thomas Mann a Lele Mora: di cosa non è capace la Lega Nord ? L'ultima pensata è stata quella di affidare al "manager" delle signorine "grandi forme" del Bunga Bunga di Arcore e palazzo Grazioli, noto uomo di cultura, il "rilancio" del Lido di Venezia. Altro che Luchino Visconti e il "culturame comunista"!

Mentre il ministro per la complicazione Roberto Calderoli si è distratto un momento e ha sbagliato ad abrogare una norma di un regio decreto del 1904 "statalizzando" così in nome del federalismo il Canal Grande e mentre prosegue l'inchiesta sulle gesta della cricca della Protezione civile nella realizzazione del nuovo palazzo del Cinema, è scattata l'operazione Mora. Il presidente leghista della Municipalità del Lido e Pellestrina Giorgio Vianello ha reclutato il protagonista di quella che è stata definita "mignottocrazia" per un mirabolante programma di eventi nei luoghi di "Morte a Venezia", che naturalmente non trascura l'utilizzo di un superbo cast di modelle.

"Il Lido ha bisogno di rilancio e di eventi mediatici  -  ha spiegato questo Vianello  -  che attirino l'attenzione generale. Chi è che al Lido potrebbe portare sfilate con i grandi nomi della moda, concerti di Bob Sinclair e Fabri Fibra, idoli dei giovani d'oggi ? E poi parliamo di dirette quotidiane dalla spiaggia del Blue Moon con Rtl, radio di livello nazionale, la notte bianca, il torneo di tennis coi calciatori di serie A". E chissà che non scenda in campo anche Emilio Fede. Un programma di eventi degno di Rimini.

Gli albergatori esultano soprattutto per la sfilata di lingerie Yamamai. Chissà che per mostrare i nuovi push-up Lele non assoldi persino Ruby. Ma il bello è che persino i berlusconiani locali hanno preso le distanze dal progetto leghista: "Un'iniziativa personale dei lidensi che non ha nulla a che fare con il Pdl", ha avvertito il capogruppo in consiglio comunale Michele Zuin. Così le cose sono degenerate al punto che nel nome di Lele Mora il Caroccio minaccia la crisi della Municipalità del Lido e Pellestrina. "Basta, siamo stanchi di essere sbeffeggiati dal Pdl, non accettiamo diktat su Lele Mora", ha tuonato il capogruppo a Cà Farsetti Alberto Mazzonetto  "O è così, oppure siamo pronti a rompere l'alleanza con il Pdl e andiamo tutti a casa".

Si  attendono adesso, in nome del federalismo, le direttive del sempre più rissoso Politburo leghista, da Giampaolo Gobbo, segretario "nazionale" della Liga Veneta, al governatore Luca Zaia, e, su su, fino al ministro dell'Interno Bobo Maroni e a Lui. Chissà che in questa helzapoppin lagunare e italica il Senatur non decida di staccare la spina a Berlusconi e al governo. Non contro, ma in difesa del "fornitore di fiducia" Lele.

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